Nord Sud Ovest Est (CD)

  • Nord Sud Ovest Est (CD) 883

Elenco tracce

1Il Pappagallo
2Sei Un Mito
3Non Ci Spezziamo
4Come Mai
5Rotta X Casa Di Dio
6Nord Sud Ovest Est
7Ma Perché
8Weekend
9Cumuli
10Nella Notte

Note: versione per il mercato estero della prima stampa, pubblicata da ZYX Music nel 1993. Rispetto all’edizione italiana presenta alcune differenze grafiche; inoltre, rispetto all’altra versione pubblicata sempre da ZYX Music, sul retro è presente la dicitura accanto al codice a barre Fabbricato da RTI Music Srl – Distribuzione Dischi Ricordi Spa.

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Nord Sud Ovest Est, il secondo album nasce sotto pressione: il primo aveva sorpreso tutti e si decide di fare subito il secondo, per «battere il ferro finché era caldo». Nel disco entrano anche canzoni scritte anni prima, compresa una ballata che Max non voleva pubblicare, Come mai.

Max lo descrive così: il primo album era più immediato, «di identità»; il secondo è più «di racconto», più vicino a Springsteen. Lo sfondo resta lo stesso: la provincia pavese e l'Italia a cavallo tra anni Ottanta e Novanta.

Con questo disco cambia tutto sul piano dell'immagine. Il primo videoclip, Sei un mito, lo gira il fotografo di moda Fabrizio Ferri, pieno di modelle per «aiutare» due ragazzi che, secondo la casa discografica, non bucavano lo schermo. Poi arriva il regista Stefano Salvati.

Dopo un primo video con poco budget (Rotta x casa di Dio), Cecchetto decide di investire: nel 1993 Max e Mauro volano in Arizona e in California e girano i video di quasi tutte le canzoni dell'album. Quei video vengono poi raccolti in videocassetta e vendono moltissimo.

È l'estate del successo pieno: Festivalbar, l'Aquafan di Riccione invaso dal pubblico, la gente che riconosce i due ragazzi per strada. Il disco arrivò a un milione e 350.000 copie.

Proprio in quei mesi, però, Mauro capisce che non trova più il suo posto nel progetto. Max lo capirà solo anni dopo, parlandone con lui: già alla fine del 1993, con l'uscita di Come mai, Mauro aveva intuito che gli 883 stavano diventando un'altra cosa e che per lui non ci sarebbe stato più spazio.

All'onda lunga dell'album si aggiungono la videocassetta di Nord Sud Ovest Est con tutti i videoclip e un disco di remix (Remix '94). Poi, nella primavera del 1994, Mauro parte per l'America.

Il disco contiene dieci canzoni. Nel 1993 gli 883 vincono il Festivalbar e, con una nuova versione di Come mai cantata insieme a Fiorello, che per l'occasione imita diversi personaggi famosi, anche il Festival Italiano condotto da Mike Bongiorno.

La videocassetta Nord Sud Ovest Est vende circa 130.000 copie. Dura poco più di un'ora e alterna i videoclip a video in versione karaoke, con il testo che scorre sullo schermo.

Il pappagallo
È la canzone d'apertura dell'album. Max la scrisse dopo una lite in diretta televisiva in un programma di Giuliano Ferrara, quando Sgarbi rovesciò un bicchiere d'acqua su D'Agostino e ricevette uno schiaffo. Era il tempo della corsa all'Auditel, e Max temeva che la violenza in tv sarebbe diventata la norma. Con autoironia la definisce la canzone meno ascoltata della storia degli 883, «forse il più skippato in avanti».

Sei un mito
Mauro racconta che nasce a casa di Max, quando il successo era già arrivato. Il «mito» era una ragazza di Pavia, più giovane di loro di due o tre anni, che passava sempre mentre i due chiacchieravano in macchina sotto casa dopo la scuola, senza mai avere il coraggio di fermarla. Nella canzone fanno quello che nella realtà non osarono mai: invitarla sulla Golf bianca di Max, con i tappetini nuovi e l'Arbre Magique. Mauro si ispirò a una frase dell'attore francese Sacha Guitry: «Il momento più bello dell'amore è sulle scale». Max ricorda che all'inizio la canzone non convinceva Cecchetto, e che a rimetterla in piedi «dalle fondamenta» fu Pier Paolo Peroni. Il videoclip, il primo degli 883, è girato in bianco e nero da Fabrizio Ferri, fotografo di moda, in uno studio di Milano pieno di modelle. Diventa un successo ancora prima che esca l'album. Ed è cantando Sei un mito agli MTV Days del 2011 che Max capì quanto quelle canzoni contassero per i rapper italiani.

Non ci spezziamo
Era la canzone del secondo album che Max sentiva più sua, molto più di Come mai. La descrive come «quasi un Non me la menare rivolto al mondo intero». Dentro c'è il suo odio per la matematica: al liceo fu rimandato a settembre per tre anni, da qui gli «esami a settembre» del testo. C'è anche la faccia «di chi sembra che si impegna», la sua durante le interrogazioni. Max ammette che quel congiuntivo è sbagliato e che lo usò per esigenze di metrica.

Come mai
Nasce prima del successo, quando la casa di edizioni chiedeva canzoni «da Sanremo». Max ricorda di essersi ispirato a Ray Charles, che a Sanremo nel 1990 aveva trasformato una canzone di Toto Cutugno: un pezzo melodico, ma più «americano». Mauro aggiunge che il riferimento era Never Say Goodbye dei Bon Jovi e che il brano era stato pensato per Massimo Ranieri, che non lo cantò mai. La canzone era dedicata alla fidanzata greca di Max dell'epoca, e i primi versi evocano le notti nel vicolo dove abitava Max, quando nessuno dei due voleva andare a dormire. Max non la voleva sul disco perché pensava che le ballate non li rappresentassero. Cecchetto insistette: «Me ne assumo io la responsabilità». Fu la canzone che portò gli 883 a tutto il pubblico. Il videoclip è forse il più economico della loro storia. Stefano Salvati la ascolta per la prima volta in un furgone nel deserto vicino a Tucson, fa fermare tutti e gira subito: Mauro con un cappellaccio da cowboy che fa l'autostop, Max che canta. Nell'ultima scena Mauro gli tocca la spalla e gli fa segno di seguirlo, come aveva fatto per anni nella vita.

Rotta x casa di Dio
Nasce dai discorsi del bar e dalle notti in cerca di feste a cui spesso non si arrivava mai: niente navigatori né cellulari, solo indicazioni a voce e una cartina. Mauro ricorda una discoteca vicino a Tortona difficilissima da raggiungere e l'amico Cisco che, cartina in mano, annunciava: «Ci siamo persi un'altra volta». Il premio di consolazione era l'Autogrill di Dorno sulla A7, dove arrivavano dall'ingresso dei dipendenti, e un panino Camogli. Max ci vede il senso più importante di quegli anni: stare insieme era già un risultato. Il videoclip, girato a Los Angeles con una Mustang bianca decappottabile, è il primo diretto da Stefano Salvati.

Nord Sud Ovest Est
Per Max non è un pezzo latino-americano, ma un western di frontiera. In un periodo in cui impazzava la Lambada, che lui detestava, voleva prendersi una vacanza dalla provincia: un gringo che vaga nel deserto in cerca di una donna perduta, la trova che balla con un altro, ma non è lei. Forse, conclude Max, sta solo cercando se stesso. Dentro ci sono i film di Sergio Leone e John Ford, Tex Willer, Morricone e le trombe dei mariachi. Mauro la ricorda come nata dalla voglia dei ritmi dei Miami Sound Machine. Il verso «forse quel che cerco neanche c'è» per lui diventò quasi una profezia. Il videoclip, girato tra Tucson e Nogales, al confine con il Messico, con una Cadillac Eldorado rossa e i mariachi, ebbe un budget che Max ricorda come «epocale». Il direttore della fotografia era Wally Pfister, che anni dopo vincerà l'Oscar per Inception di Christopher Nolan.

Ma perché
Racconta la maldicenza di provincia, quelli che vivono la vita degli altri e giudicano tutto. Max ricorda che al bar c'era sempre qualcuno pronto a fargli notare a che ora era rientrato la notte con la moto. Però la volta in cui gli rubarono auto e moto, con un bel po' di rumore, nessuno si accorse di niente. In Max90 cita la canzone anche a proposito del «posto fisso» ottenuto con la raccomandazione.

Weekend
Max ha raccontato che l'idea nasce da Lost Weekend dei Wall of Voodoo, la storia di due ragazzi che vanno a Las Vegas per giocarsi tutto e tornano a casa sconfitti. Lui però non aveva Las Vegas, solo la sua piccola città e un fine settimana sempre deludente, come nel Sabato del villaggio di Leopardi. Per Max è forse la canzone più rappresentativa di come vivevano allora: la «vasca» in centro, le coppie con la radiolina per Tutto il calcio minuto per minuto e il mal di testa della domenica. Le «partite sempre in onde medie» sono suo padre, che la domenica li portava in collina fumando in macchina. Per Mauro è una canzone «come lo shampoo alla mela verde»: magari passa di moda, ma quando la senti sorridi.

Cumuli
Il protagonista è YeYe, un caro amico di Max e Mauro, che ha vissuto anni di tossicodipendenza e ne è uscito grazie a una comunità di recupero. Mentre i due lavoravano al secondo album, lui tornava a casa ogni tanto per un giorno e raccontava il suo reinserimento. Max scelse di raccontarlo senza retorica, perché «non c'è niente di peggio di una canzone che vuole insegnarti qualcosa». Nel testo le «spade» sono le siringhe, nel gergo dell'epoca, e la Zündapp era la moto da sogno dei paninari. Vent'anni dopo, scrive Max, quell'amico stava bene e non era mai più ricaduto.

Nella notte
È una delle prime canzoni scritte in italiano, nel 1989. Racconta le ragazze irraggiungibili delle discoteche e dei bar, «vestite da modelle», che si fanno guardare ma non si concedono mai. All'epoca la cantava Mauro, ispirandosi a Ti pretendo di Raf. Ma un giorno in macchina, sentendo Max cantare Together Forever di Rick Astley, Mauro capisce che la voce giusta per le loro canzoni è quella di Max. Nella base c'era la chitarra funky di Like a Virgin di Madonna, campionata.

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