La donna il sogno & gli altri video (VHS)

  • La donna il sogno & gli altri video (VHS) – 883, copertina

Elenco videoclip

1Musica
2Una Canzone D'Amore
3Il Grande Incubo
4La Radio A 1000 Watt
5Fattore S
6Gli Anni
7O Me O...
8Non 6 Bob Dylan 
9Senza Averti Qui 
10Gli Avvoltoi
11Ti Sento Vivere
12Tieni Il Tempo

Note: prima stampa del '95.

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La donna il sogno & il grande incubo è il primo album dopo l'addio di Mauro Repetto, che nella primavera del 1994 sparisce: dice a Max che parte e non sa se tornerà.

Per un anno la separazione resta un segreto, e viene resa pubblica solo nel 1995, insieme al nuovo disco e alla partecipazione di Max al Festival di Sanremo. Lì Max porta Senza averti qui, mentre Fiorello canta Finalmente tu, una canzone degli 883 nata anni prima. Max ricorda quel Sanremo come un'esperienza traumatica, chiusa con la febbre a 39.

L'album è il ponte tra due epoche. Contiene canzoni scritte con Mauro prima ancora del debutto (Tieni il tempo, Gli avvoltoi, Una canzone d'amore, la traccia nascosta Non 6 Bob Dylan) e i primi brani che Max scrive da solo, nella cantina della casa nuova, con un computer come nuovo «socio artistico». Lo stesso Repetto, nella biografia, risulta coautore di metà del terzo album.

La canzone che dà il titolo al disco è, parole di Max, la metafora della storia di Mauro: uno che lascia i suoi giocattoli per inseguire una donna, e il sogno diventa un incubo.

Per il tour Max non se la sente di salire sul palco da solo. Con Cecchetto e Pier Paolo Peroni ingaggia in blocco una giovane band che suonava al Bolgia Umana di Milano, gli Elefunky (con Paola e Chiara ai cori), e per la prima volta gli 883 suonano nei palazzetti. Il tour si chiude il 3 febbraio 1996 alla Volkshaus di Zurigo.

Il primo singolo è Tieni il tempo, in continuità con gli 883 di Nord Sud Ovest Est. Intanto Gli anni comincia a diventare la canzone di un'intera generazione.

L'album esce nel giugno del 1995, presentato da uno special su Italia 1 condotto da Amadeus. Al Festival di Sanremo di quell'anno Finalmente tu di Fiorello si era classificata quinta e Senza averti qui ottava.

Due curiosità per i collezionisti. Il cd aveva una custodia speciale con la copertina «in movimento». L'edizione limitata in vinile conteneva un gioco tridimensionale da montare, con la grafica della copertina, da tenere in mostra.

Le canzoni sono undici, più la traccia fantasma Non 6 Bob Dylan, presente solo nel cd. Con Tieni il tempo gli 883 vincono il Festivalbar per la seconda volta.

Viene pubblicata anche la videocassetta La donna il sogno & gli altri video, regia di Salvati tranne Il grande incubo, firmato da Guido Manuli, e il fumetto Gli anni d'oro. Il fumetto, scritto da Ade Capone, usa le canzoni degli 883 come filo conduttore, con brani in prosa di Max.

La radio a 1000 watt
Protagonista è l'autoradio, che in Max90 Max definisce «un multiverso»: il primo pensiero di chi prendeva la patente. C'erano le plance giapponesi piene di lucine, il subwoofer che si sentiva a tre chilometri e l'autoradio estraibile da portarsi in giro come un mattone. Max ricorda il furto del 1993 fuori dal Rolling Stone di Milano. Il ladro gli smontò l'intero impianto senza rompere nemmeno un vetro, e Max ammise di aver quasi apprezzato la professionalità. Nel testo c'è anche il pizzetto di D'Artagnan, la moda degli anni Novanta che Max ancora oggi non sa spiegarsi.

Senza averti qui
Max la scrisse nel 1994 e uscì nel 1995. È la canzone che portò al Festival di Sanremo di quell'anno, lui stesso la definisce «un pezzo tutto sommato minore». Nel testo inserì il video juke-box, convinto di aver colto lo spirito del tempo: invece, racconta, fu una delle tante invenzioni fallimentari degli anni Novanta. Compare anche il discopub, un locale che secondo Max univa gli svantaggi della discoteca e del pub.

Tieni il tempo
È una canzone di prima del debutto, nata in un solo pomeriggio. Max ascoltava Les Négresses Vertes e Mano Negra e aveva appena visto sui Navigli il teatro equestre gitano di Bartabas. Non sapendo suonare, cercò di descrivere a Mauro quelle atmosfere e poi gli fece ascoltare King Kong Five dei Mano Negra. Nel testo Mauro mise la delusione per una ragazza che lo aveva appena lasciato. Max aggiunse il verso che dice di non abbattersi, perché presto tutte faranno a gara per fare un giro con lui. All'epoca la casa di edizioni la bocciò. Anni dopo Cecchetto la scelse come singolo, ed è il primo estratto dall'album.
Per Max era un pezzo che suonava come i vecchi 883 di Nord Sud Ovest Est: era il primo disco senza Mauro, e con quella canzone la paura di un flop, racconta, fu scongiurata.

Gli avvoltoi
Max e Mauro la scrissero insieme negli anni Ottanta, ma uscì solo dopo l'addio di Mauro. L'avvoltoio è chi gode delle disgrazie altrui e, quando litighi con la tua ragazza, è il primo a consolarla per prendere il tuo posto. Max confessa in Max90 di aver scelto quel titolo anche perché la rima in «-oio» gli faceva comodo. Tra amici, quel tipo di persona la chiamavano in un modo molto meno elegante.

Il grande incubo
Per Max la canzone che dà il titolo all'album è la metafora della storia di Mauro Repetto. È la storia di uno che lascia i suoi giocattoli e le sue cose per inseguire una donna, finché il sogno diventa un incubo.

Una canzone d'amore
È una delle ultime rimaste tra quelle nate prima del primo album. Mauro racconta che lui e Max l'avevano scritta pensando ai rispettivi amori di allora e che ne avevano composto solo una strofa e il ritornello. Durante la lavorazione del terzo album Max la completò in mezzo pomeriggio, aggiungendo il bridge. Uscì senza il nome di Mauro tra gli autori, e lui dice di non averne mai fatto un problema. Il videoclip, diretto da Stefano Salvati, ebbe come protagonista un giovane Stefano Accorsi, allora sconosciuto.

O me (o quei deficienti lì)
In Max90 Max racconta che voleva ricordare le battaglie estive di gavettoni tra i ragazzi dei bar di Pavia. Con l'arrivo dei mitra ad acqua quei giochi diventarono vere guerre, a cui partecipavano anche gli adulti. Il titolo richiama invece l'ultimatum che, scrive in Stessa storia, stesso posto, stesso bar, prima o poi arriva da una fidanzata gelosa del gruppo di amici: «O me o…».

Gli anni
Mauro racconta in dettaglio come nacque, all'inizio di marzo del 1994. Max gli propone di ricordare gli anni in cui erano cresciuti: Happy Days e Ralph Malph, il Real Madrid di Butragueño, i jeans (Levi's per Mauro, Roy Roger's per Max), i motorini in due e la sensazione di avere sempre gli amici accanto. Prima nasce il ritornello. Quando Max trova il primo verso, Mauro capisce che quella canzone non lo rappresenta più e che deve andarsene. Per questo non volle firmarla, pur considerandola, scrive, uno dei brani più belli della musica italiana. Max e Mauro portano la cassetta a Radio Deejay e la lasciano alla segretaria di Cecchetto. Non sono ancora usciti dal parcheggio che Cecchetto li richiama: «Avete scritto un capolavoro». Per Max Gli anni è insieme una ballata e un racconto generazionale, un ponte tra il passato e il futuro. Poche settimane dopo, sotto Pasqua, Mauro partì.

Non 6 Bob Dylan
Nasce da una serata in un locale di Pavia. Max e Mauro guardano un cantante e chitarrista così esagerato nelle sue mosse da sembrare comico, e Mauro dice a Max: «Non sei Bob Dylan». Il giorno dopo nasce la canzone. Max colloca quel periodo tra i momenti più disperati del contratto con la casa di edizioni. È nascosta solo nel cd, non nella musicassetta: parte circa otto minuti dopo la fine dell'ultima traccia, per chi ha la pazienza di aspettare.

Dimmi perché
Nel 1996, anno di pausa per gli 883, l'unica novità con il loro nome fu questo inedito, uscito nella Cecchetto Compilation insieme a una versione remix di Una canzone d'amore. In seguito è stato ripreso come bonus nell'Edizione Straordinaria di La donna il sogno & il grande incubo.

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