Non ho ucciso l'Uomo Ragno. Gli 883 e la ricerca della felicità (Libro)
Note: prima edizione del 2023.
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Non ho ucciso l'Uomo Ragno. Gli 883 e la ricerca della felicità esce il 19 settembre 2023 per Mondadori. È il libro in cui Mauro Repetto racconta per la prima volta la sua versione della storia, scritto insieme al giornalista Massimo Cotto. Si apre con una frase che è già un programma: «Molti pensano che io non esista, che sia una leggenda metropolitana».
Nato a Genova nel 1968 e cresciuto a Pavia, Mauro racconta gli anni del liceo con Max, i pomeriggi a scrivere canzoni a casa sua e il successo arrivato quando era appena un ragazzo. Spiega anche come nascevano i pezzi degli 883: «Io esageravo, Max razionalizzava la mia esagerazione e le dava una veste accettabile, io esageravo ancora e lui, come se fosse una partita di ping pong, la rendeva presentabile».
Poi arriva la crisi. Nell'aprile del 1994, all'apice del successo, sotto casa di Max gli dice: «Vado a Miami e non so se torno». Negli 883 non tornerà più. Lascia la musica, la popolarità e i soldi per inseguire il sogno americano: Hollywood, il disco Zucchero Filato Nero, il ritorno in Italia e infine Parigi, dove dopo la laurea in Lettere ricomincia da zero a Disneyland.
Lì sfata anche una leggenda: non si è mai vestito da Pippo, ma da cowboy o da marinaio, prima di diventare event executive. Ai colleghi che gli davano del pazzo per aver lasciato gli 883 rispondeva: «Ma io devo realizzare i vostri sogni o i miei?». E oggi dice: «Non è che ho abbandonato gli 883, ho continuato il mio sogno come Max ha proseguito il suo».
Cotto, che lo ha scritto con lui a Ravenna, lo definisce «un'avventura ai confini tra Frank Capra e Quentin Tarantino». A un mese dall'uscita il libro è già alla seconda edizione e sempre in classifica, con un tour di presentazioni che passa anche da Pavia e da Genova.
E il titolo? In un'intervista a Rolling Stone Mauro ha trovato la soluzione: nella vita di tutti i giorni è Peter Parker, quando insegue i suoi sogni veste i panni del supereroe. «Non ho ucciso l'Uomo Ragno: lo sono diventato».




