Grazie Mille (CD)

  • Grazie Mille (CD) 883

Elenco tracce

1Grazie Mille
2La Regina Del Celebrità
3Le Luci Di Natale
4Almeno Una Volta
5Nient'Altro Che Noi
6Viaggio Al Centro Del Mondo
7Tenendomi
8Dopo Il Solito Bip
9La Rana E Lo Scorpione
10Tutto Ciò Che Ho
ExtraTraccia rom contenente: video, testi, giochi

Note: prima stampa del '99. Include occhialini 3D e OBI. Nel retro non è presente il logo della FRI Records, mentre nel disco interno il logo Compact Disc è posizionato in basso.

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Grazie Mille è l'album nato dal Giappone. Dopo una vacanza alle Hawaii, nel gennaio del 1999 Max va per la prima volta a Tokyo, e ne torna travolto: si riconcilia perfino con i manga, che da ragazzo considerava l'opposto dei fumetti Marvel.

Viaggio al centro del mondo nasce da lì, e il videoclip è girato proprio a Tokyo, nell'incrocio affollatissimo di Shibuya, senza permessi. Sempre dal Giappone arriva Dopo il solito bip, cover italiana di una canzone di una band giapponese.

Anche la confezione rispecchia il viaggio: in copertina Max è un cartone animato in una Tokyo un po' manga. Nel booklet ci sono foto da guardare in 3D con gli occhialini inclusi, e il disco contiene una traccia per computer per entrare in 883d.net, una comunità virtuale che Max definisce un Second Life ante litteram.

Nelle foto e nel video di Nient'altro che noi compare il suo bulldog Rocco. Le scenografie del tour sono ancora di Marco Lodola.

Secondo la cartella stampa dell'epoca, il disco nasce all'inizio del 1999 ed è scritto di getto, in tre mesi o poco più, dopo il successo del best of Gli anni, che aveva superato le 700.000 copie. Anche il suono cambia. Dopo anni di computer tornano gli strumenti «analogici»: chitarre, bassi, tastiere, batterie, fiati, un quartetto d'archi e perfino un assolo di flauto di Andrea Griminelli in La rana e lo scorpione, senza rinunciare ai campionamenti. La produzione è di Pier Paolo Peroni e Marco Guarnerio.

La cartella stampa lo presenta come il disco più maturo e più «generazionale» degli 883: il filo che attraversa tutte le canzoni è il passaggio dei trent'anni, la «linea d'ombra» delle prime verifiche. L'album si apre con Grazie mille e si chiude con Tutto ciò che ho: la prima guarda alle piccole grandi cose che rendono ogni giorno unico, la seconda è un bilancio che passa dall'accettazione di sé.

Il 1999 era cominciato con un premio internazionale: ai World Music Awards gli 883 sono premiati come artista italiano che ha venduto di più. Subito dopo arriva la collaborazione con i Boyzone, You Needed Me / Tenendomi.

La parte per computer prometteva molto: con un abbonamento gratuito a Internet si entrava in una città virtuale con un proprio personaggio disegnato in stile manga, per fare acquisti, ascoltare musica, vedere video e chattare con gli altri visitatori. A fare da guida, naturalmente, c'era Max.

L'album esce sabato 23 ottobre 1999, insieme al nuovo sito in 3D del gruppo, 883D.com, anticipato a luglio dal singolo Viaggio al centro del mondo.

La parte multimediale del cd era ricchissima per l'epoca, circa 250 MB: i video girati a Tokyo, foto del Giappone, foto a 360° scattate durante l'eclissi, un'intervista a Max e i testi.

Nel 2000 il tour parte da Genova l'11 marzo, con un palco che riproduce una metropoli giapponese. Lo sponsor era Cipster: nelle confezioni grandi di patatine c'era un cd singolo con Grazie Mille Version 2000 e la base strumentale.

Accanto alla voglia di futuro c'è anche la paura. Max spiega che, se Viaggio al centro del mondo rappresentava il bisogno di futuro, Grazie mille era la paura che la modernità potesse portargli via l'anima: erano i mesi del Millennium Bug.

Nello stesso disco trovano posto La regina del Celebrità, che Max considera un ponte tra gli 883 del passato e quelli del futuro, e il duetto con i Boyzone, Tenendomi.

Grazie mille
Nella cartella stampa dell'album Max la racconta così: anche lui, come tutti, cercava la felicità perdendosi «in utopiche elucubrazioni sui grandi temi della vita». Poi si è fermato e si è guardato intorno: il cane scodinzolava, i genitori stavano bene, gli amici raccontavano le solite vecchie storie e l'aria secca rendeva visibili le colline dell'Oltrepò. «Mi sono sentito immensamente fortunato», e ha sentito di dover ringraziare di tutto questo qualcuno o qualcosa. Il videoclip è girato a Monaco durante l'eclissi totale di sole dell'11 agosto 1999, quindi doveva riuscire al primo tentativo. La sorpresa più grande arrivò dopo, quando l'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi la citò in un'omelia in Duomo. Max racconta che ancora oggi negli oratori viene usata quasi come una preghiera moderna, un Cantico delle creature senza il nome di Dio.

La regina del Celebrità
Nell'autobiografia Max ricorda il Celebrità come la discoteca «più rock» di Pavia, quella che frequentava da ragazzo. Max considera la canzone un ponte tra gli 883 del passato e quelli del futuro. Molti la credono una canzone dei primi dischi, ma è del 1999, e parla della discoteca proprio mentre il club tornava al centro della musica. Nel 2000 la canzone torna come proposta estiva in un remix degli Eiffel 65. Il video, in gran parte a cartoni animati con inserti reali, racconta la canzone: Max ragazzino entra al Celebrità con due amici e resta incantato dalla cubista dai capelli blu, la «regina». Anni dopo, cantando su un palco, la riconosce tra il pubblico con marito e figlio e la invita a salire a ballare come una volta. Nella cartella stampa Max la riporta agli anni Ottanta, quando la dance italiana impazzava e una compagnia di adolescenti muoveva i primi passi nella discoteca di provincia. Tra le ragazze in pista una diventò «un mito, una leggenda, la Regina assoluta», ma loro erano troppo giovani anche solo per rivolgerle la parola. «L'ho rivista di recente», scrive, e la ballerina dei loro sogni era diventata «una splendida moglie e una splendida mamma».

Le luci di Natale
È una delle due ballate dell'album, insieme a Nient'altro che noi. Max racconta che dalle sue parti gli inverni sono grigi e interminabili: non si distinguono i colori, il freddo e l'umidità entrano fino alle ossa, i giorni e le notti si susseguono tutti uguali. Solo a Natale gli addobbi luminosi colorano e riscaldano strade e piazze. Fa lo stesso effetto, scrive, di quando si incontra una persona e dal cuore parte qualcosa che non si riesce a capire.

Almeno una volta
«Sbagliando s'impara. Una delle più grandi balle della storia», scrive Max. Si è convinti che crescendo l'esperienza ci aiuti a non ripetere gli stessi errori, a essere più riflessivi, a calcolare i pro e i contro, a diventare adulti. «E invece no. Sarebbe troppo facile»: si continua a sbagliare esattamente come prima.

Nient'altro che noi
Max la presenta così: ci sono persone che riescono a farci stare talmente bene da farci dimenticare la realtà e il luogo in cui ci troviamo. «Forse non può durare in eterno, ma non importa. È già una fortuna averlo provato anche solo per un secondo». È una ballata dalla struttura country, con un videoclip a cartone animato. Nelle immagini compare Rocco, il bulldog di Max, presente anche nelle foto dell'album. Il video, realizzato dai disegnatori fiorentini della Stranemani, è ambientato nel Far West. Rocco si innamora di una cagnolina, Ketty, arrivata con una carovana guidata da Daniele Moretto della band, e nel cartone compaiono anche Max, Michele Monestiroli, Pier Paolo Peroni e Cecchetto. Per presentarla in tv, a Teatro 18 di Serena Dandini, gli 883 si vestirono da cowboy.

Viaggio al centro del mondo
È il frutto del primo viaggio di Max a Tokyo, nel gennaio del 1999, dove scopre che il centro del mondo non è l'Atlantico ma il Pacifico. Racconta il bisogno di futuro, la tecnologia, una Tokyo immaginaria che somiglia alla Los Angeles di Blade Runner. Il videoclip è girato a Shibuya, nell'incrocio più affollato del mondo, con un playback a velocità dimezzata e nessun permesso. Nella cartella stampa Max parte da chi è cresciuto in provincia e ha un rapporto ambiguo con la metropoli: da un lato la grande città è dinamismo, opportunità, apertura mentale, dall'altro mette soggezione per la velocità di reazione che pretende da chi la affronta.

Tenendomi
I cantanti raccontano che l'amore è fatto di passioni intense e di forti emozioni, scrive Max, «forse è vero, forse per un po'». Ma trovare un alleato con cui affrontare un mondo sempre più complicato sarebbe già un grande risultato. È nata da una collaborazione con i Boyzone: un giorno a Max arrivò un'email con la domanda «Ti va di fare una versione in italiano di You Needed Me?» e il file allegato.
Max ricorda la conferenza stampa in un hotel di Milano: mentre parlava con Ronan Keating, l'ufficio stampa lo chiamò e lui corse via. Proprio quel giorno era uscita la notizia, non voluta, che uno dei Boyzone era gay, e Keating si ritrovò da solo a tenere a bada i giornalisti e a consolare il collega.

Dopo il solito bip
È una cover. Durante il primo viaggio a Tokyo, Max compra il disco di una band giapponese, i Primrose, e si innamora di un brano intitolato Six Xs: gli piaceva la melodia, un britpop «strano, sbagliato», e il suono di una segreteria telefonica nel pezzo. Scrive il testo in italiano e la porta in Grazie Mille. Quando torna a Tokyo per girare il video conosce l'autore, che non credeva possibile una cover italiana di un suo pezzo. «Era un modo di portare a casa un ricordo del viaggio», spiega Max. E il «bip» ricorda il capitolo di Max90 sulle segreterie telefoniche, che Max riempiva di dodici messaggi di fila perché non riusciva a essere breve. Nella cartella stampa la presenta con una battuta: le telecomunicazioni cellulari avvicinano le persone, ma «bisognerebbe spiegarlo» a chi, ogni volta che telefona alla fidanzata, trova «l'orribile messaggio di benvenuto della segreteria».

La rana e lo scorpione
È una delle canzoni più dolorose di Max. Nasce dal suicidio di un carissimo amico del bar, nel gennaio del 1998, l'unico del gruppo sposato e con una figlia piccola. Max si convinse che l'amico avesse forzato la propria natura per adeguarsi a un modello che non era suo. Come nella favola della rana e dello scorpione, prima o poi la tua natura torna a galla.In Max90 Max cita la canzone anche per un altro verso, quello sulla canottiera dei nuovi politici degli anni Novanta, con cui voleva «immortalare» la nascita del populismo.
Nella cartella stampa Max racconta la favola, che chiama «un antico proverbio cinese»: lo scorpione convince la rana a portarlo sull'altra sponda del fiume, perché se la pungesse annegherebbe anche lui. A metà del tragitto la punge lo stesso, e mentre stanno per morire le spiega: «Perché sono uno scorpione... È la mia natura». Nel brano c'è anche un assolo di flauto di Andrea Griminelli.

Tutto ciò che ho
È la canzone che chiude l'album. Nella cartella stampa Max scrive che in alcuni momenti si era sentito inadeguato: avrebbe voluto essere diverso, andarsene altrove, cambiare radicalmente vita, «ma più ci pensavo e più mi rendevo conto che qualsiasi cosa avessi fatto sarei stato sempre con me». Max ricorda il verso «Avrei voluto andare via quando questa cittadina l'ho sentita stretta addosso»: lo cantava al passato, ma descriveva il suo presente. Era il periodo in cui Pavia cominciava a stargli stretta.

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