Il mondo insieme a te (CD + DVD)

  • Il mondo insieme a te (CD + DVD) – Max Pezzali, copertina

Elenco tracce

1Fai Come Ti Pare
2Lo Strano Percorso
3La Volta Buona
4Eccoti
5Siamo Io E Te
6Il Mondo Insieme A Te
7Con Dentro Me
8Me La Caverò
9Essenziale
10Mai Uguali

Elenco videoclip

1Quello Che Capita
2La Lunga Estate Caldissima
31 In +
4Come Deve Andare
5Bella Vera
6La Regina Del Celebrità
7Grazie Mille
8Viaggio Al Centro Del Mondo
9Nient'Altro Che noi
10Nessun Rimpianto
11La Regola Dell'Amico
12Se Tornerai
13Una Canzone D'Amore
14La Radio A 1000 Watt
15Fattore S
16Gli Anni
17Come Mai
18Nord Sud Ovest Est
19Sei Un Mito
20Hanno Ucciso L'Uomo Ragno

Note: prima stampa del 2004. Versione CD + DVD in edizione limitata e numerata (30.000 copie).

Scopri di più

Uscito venerdì 28 maggio 2004, Il mondo insieme a te segna il passaggio da 883 a Max Pezzali. La copertina, disegnata dal fumettista Alessandro Bocci, lo dice con un'immagine: una moto su una strada e un cartello stradale che indica dritto «Max Pezzali» e a destra «883».

Max sceglie di abbandonare il gergo giovanile che i critici liquidavano come «la solita cosa di Max Pezzali». Cerca un suono vicino al rock adulto delle radio americane e al country, un genere che lui definisce «l'hip hop dei bianchi»: canzoni piene di oggetti e dettagli riconoscibili, proprio come aveva sempre fatto lui.

Con questo album arriva un pubblico completamente nuovo. Eccoti e Lo strano percorso diventano canzoni simbolo per chi aveva tredici anni nel 2004, che le canta ancora ai concerti. Max lo considera la prima parte di un trittico, insieme a Time Out e Terraferma.

La cartella stampa dell'epoca aggiunge i dettagli. Il disco arriva due anni dopo Love/Life ed esce per la CGD East West: dieci brani, tutti inediti, con testi e musiche di Max, che firma così il suo primo album «solista» senza il marchio 883. Lo anticipa il singolo Lo strano percorso, in radio dal 30 aprile e nei negozi dal 21 maggio.

La produzione è ancora di Pier Paolo Peroni e Marco Guarnerio, a cui si aggiungono Claudio Guidetti, produttore di Eros Ramazzotti, e Michele Canova, produttore di Tiziano Ferro. Per i collezionisti c'è una Limited Edition di 30.000 copie numerate, con un DVD di 20 videoclip che ripercorrono la storia di Max e degli 883.

Fai come ti pare
Nasce da una domanda che Max si è fatto una sera: a trentasei anni, poteva insegnare qualcosa a chi è più giovane? La risposta, scrive, è incerta. L'esperienza a volte genera buonsenso, ma è personale, e agli altri si può al massimo raccontare: ognuno ha il diritto di commettere i propri errori, di rischiare ciò che ha, di trovare il peggio e il meglio di sé, «cioè di provare a essere felice».

Lo strano percorso
È il singolo che anticipa l'album. Max la presenta così: nei momenti di sconforto si può credere di aver esaurito le carte, di non poter più rivivere l'emozione della prima infatuazione e il batticuore di chi muove i primi passi nel mondo degli adulti, e di dover accettare l'abitudine come il prezzo della maturità. «Invece un bel giorno, inaspettato e improvviso, un sorriso torna a splendere sul nostro volto». Max non credeva sarebbe diventata un successo, ma già al Festivalbar del 2004 la cantavano tutti i giovanissimi. È diventata l'inno della generazione che aveva tredici anni allora e che, quando Max scriveva la sua autobiografia, la cantava ancora ai concerti.

La volta buona
Max non ha mai avuto la mentalità del giocatore d'azzardo, ma confessa il fascino dei dadi, delle carte e delle combinazioni casuali che portano a un risultato. Basta tagliare il mazzo una carta più in basso, che il croupier dia alla roulette una spinta appena più forte, che un dado faccia un quarto di giro in più, «e un trionfo può trasformarsi in una sciagura. O viceversa».

Eccoti
«Ci sono canzoni che non hanno un inizio né uno svolgimento né un finale. Dicono quello che dicono e basta», scrive Max: come guardarsi intorno, vedersi circondati da tanto amore e volerlo raccontare nelle rime di un pezzo. Con questo album arriva un pubblico nuovo, e Eccoti diventa, racconta Max, una specie di classico per i ragazzi più giovani.

Siamo io e te
Chi ha detto che una storia d'amore debba essere nemica del divertimento con gli amici, o che servano il calcetto del martedì e le uscite da scapoli del venerdì per «recuperare l'ossigeno perduto nell'apnea della convivenza»? «L'ho detto io? Va beh», ammette Max: in qualche canzone del passato aveva calcato un po' la mano sulla conflittualità uomo-donna, «ma avevo i miei buoni motivi». Oggi ha capito che nella coppia si può creare «una complicità micidiale, certo, non sempre, ma quando capita...».

Il mondo insieme a te
La presentazione di Max riprende esattamente da dove finisce quella di Siamo io e te: «...quando capita, è come scoprire il mondo per la prima volta», e accorgersi che pregiudizi, ansie e paure possono essere cancellati in un istante dalla fiducia nei sentimenti. Per Max è la sua «canzone perfetta» dal punto di vista tecnico, quella in cui ha trovato l'equilibrio migliore tra melodia, armonia e parole. L'arpeggio iniziale ricorda Hurt di Johnny Cash. Una curiosità da appassionati di grammatica: Max non voleva cantare un congiuntivo sbagliato nel verso «tutto ciò che vedo c'è». Dopo due settimane di tentativi lo scrisse «ché», con l'accento acuto, come forma abbreviata di «perché».

Con dentro me
Un ritorno a casa di notte in auto, senza nessuno ad aspettare. Max la descrive così: la solitudine si materializza sul sedile del passeggero, tra le note della musica e la stanchezza del viaggio, e amplifica il senso di vuoto nelle ore buie prima dell'alba.

Me la caverò
Max racconta che gli è capitato di non riuscire a dormire per una vaga paura del futuro: niente di preciso, solo il terrore di non farcela, di non saper affrontare l'ignoto, che nel buio e nel silenzio sembra ancora più terribile. «Ma poi basta guardarla dormire accanto, e capisco che in qualche modo ne usciremo vivi». Nell'autobiografia aggiunge che parla anche del difficile rapporto con se stessi mentre si cresce: guardarsi allo specchio e chiedersi se quella faccia è ancora la propria. Max racconta di aver incontrato i ragazzi dell'Istituto penale per minorenni Beccaria, che la conoscevano tutta a memoria. Per lui è la prova che le canzoni diventano di chi le ascolta.

Essenziale
«Si buttano via anni e quintali di energia» in cose che non contano, scrive Max, e la vita di oggi ci carica di uno stress «che ucciderebbe un rinoceronte in tre minuti». Ogni tanto bisogna lasciarsi alle spalle le follie quotidiane e concedersi un po' di «decompressione mentale»: un giro al mare in moto con la propria donna, senza telefono, senza navigatore, senza obblighi, con un cambio di biancheria e l'entusiasmo dei ragazzini.

Mai uguali
In un tempo in cui la parola d'ordine sembra «omologazione», Max trova bello sapere che esistono ancora «zone franche» in cui essere diversi è un valore: nell'arte e nella comunicazione, nei motori come nei rapporti tra le persone.

« PrecedenteIl mondo insieme a te (MC)Successivo »Il mondo insieme a te (CD)