Qualcosa di nuovo (CD)
Elenco tracce
| 1 | Qualcosa Di Nuovo |
| 2 | Non Smettere Mai |
| 3 | 7080902000 ft. J-Ax |
| 4 | I Ragazzi Si Divertono |
| 5 | Più O Meno A Metà |
| 6 | In Questa Città |
| 7 | Se Non Fosse Per Te |
| 8 | Sembro Matto ft. Tormento |
| 9 | Noi C'Eravamo |
| 10 | Siamo Quel Che Siamo ft. GionnyScandal |
| 11 | Il Senso Del Tempo |
| 12 | Welcome To Miami (South Beach) |
Note: prima stampa del 2020.
Codice barcode e nel retro: 5054197091469.
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Qualcosa di nuovo esce venerdì 30 ottobre 2020, cinque anni dopo Astronave Max. Max lo presenta con un'immagine inglese, the elephant in the room: l'elefante nella stanza, la cosa enorme di cui nessuno parla.
L'album era previsto per aprile e non aveva ancora un titolo, poi è arrivata la pandemia. «Come puoi parlare d'amore, d'amicizia, del tempo che passa, di cose normali insomma, con un elefante di 10 tonnellate in casa?»
Il tempo sospeso gli serve per riascoltare e ragionare, e capisce che manca qualcosa. Poche settimane prima di presentare il disco, il produttore Michele Canova gli manda da Los Angeles, via WhatsApp, una canzone scritta con Jacopo Ettorre. Parte la strofa, poi il ritornello, «…qualcosa di nuovo…».
È l'illuminazione che dà senso a tutto il disco: l'amore, l'amicizia, il tempo che passa hanno senso solo se aiutano a immaginare un nuovo inizio, «nonostante l'elefante». La canzone, scritta a sei mani e prodotta da Canova a Los Angeles, diventa il primo singolo.
Il video nasce da un'idea di Fabio Volo, che ne è anche protagonista. È diretto da Gianluca Leuzzi e girato al Bowling Brunswick di Roma, con un cameo di Max e del figlio Hilo.
Il filo del disco è il tempo, ma Max rifiuta l'etichetta di nostalgia: «Non è la nostalgia per un tempo che non c'è. Quello è un vezzo melanconico. Sono ossessionato dall'osservare il passato per interpretare il presente», dice a Sky TG24. E ai fan degli 883 regala un dettaglio: con l'amico Cisco si scambia ancora «messaggi cifrati», e Mauro Repetto gli manda per mail i suoi provini.
In piena pandemia, per presentare l'album, Max organizza il 12 novembre un incontro in diretta online con chi aveva comprato il disco.
Qualcosa di nuovo
È l'ultima canzone dell'album a essere nata, ed è quella che gli dà il titolo e il senso (vedi la scheda dell'album). Max la paragona ai racconti dei motociclisti che vanno a Capo Nord. Dopo centinaia di chilometri di fiordi e di noia, basta che dietro una curva compaia una chiesetta o un paesaggio un po' diverso, «qualcosa di nuovo» appunto, e tutto il viaggio riprende senso.
Non smettere mai
È una canzone «dedicata», una canzone d'amore classica. Racconta il momento in cui, oltre alla stabilità di tutti i giorni, capisci di voler prenderti cura della persona con cui ti sei finalmente «trovato», che continua a stupirti e ti ha cambiato la vita. A Sky TG24 Max spiega cosa lo stupisce ancora: «Provare forti emozioni nonostante sia convinto che fossero le tempeste ormonali dei giovani. Condividere la strada con un'altra persona, uscire sulle stesse curve conscio che quel brivido lì ti tiene vivo a 53 anni».
7080902000
«Quattro decenni in un titolo che è anche un numero, uno scioglilingua», con il rap di J-Ax. Dagli anni Settanta al Duemila è cambiato tutto, scrive Max: i bambini di allora sono adulti «quasi eroi miracolati», cresciuti in un mondo con un'idea del pericolo molto diversa da quella di oggi. Ma forse sono di più le cose rimaste uguali: i sogni, le cadute, le frustrazioni di chi è ragazzo. A Sky TG24 ricorda un dettaglio: «mio padre fumava in auto eppure siamo cresciuti miracolosamente». È lo stesso ricordo che racconta nell'autobiografia a proposito di Weekend.
I ragazzi si divertono
Nasce dal guardare, una sera al tramonto, dei ragazzi che si tuffano in mare e bevono una birra a riva, e dal ritrovare in loro la sensazione di quell'età: quando ci si credeva furbi e sicuri di cambiare il mondo senza scendere a compromessi. Poteva andare meglio, ammette Max, ma anche molto peggio. Comunque sia, è ora di passare il testimone e augurare loro buona fortuna.
Più o meno a metà
È un autoritratto, «o meglio un selfie, ironico ma impietoso», di Max e di tanti della sua generazione. Il protagonista cerca di sembrare aggiornato e cool: si veste con capi che crede di moda, finge di capire TikTok ed è terrorizzato all'idea di dover tirare fuori gli occhiali da presbite per leggere lo smartphone. È rimasto in una terra di mezzo, nel mondo digitale come un immigrato senza diritto di voto. Max chiude la presentazione con due parole: «Ok boomer…».
In questa città
È un'ode d'amore e odio a Roma, la città dove cresce suo figlio. Ci si può impazzire, scrive Max, ma ha lo strano potere di farsi perdonare tutto e di rinnovare ogni giorno il suo fascino. Basta affacciarsi dal Gianicolo per sentirla sussurrare che tutto si aggiusterà.
Se non fosse per te
È una canzone d'amore e di gratitudine. Se non fosse per la persona con cui vivi, ti saresti incattivito, finito a fare discorsi da scapoli contro ammogliati. Invece stai sul divano, magari stanco, a guardare qualche serie, senza dover fingere di divertirti in serate epiche, e ti senti in pace. A Sky TG24 conferma: «Sono un ritualista: il caffè e i quotidiani sono il cardine al risveglio. Il luogo principale della vita è il divano».
Sembro matto
È il duetto con Tormento, che Max definisce «mio mito dai Sottotono». Parla di quanto ci si senta un po' stupidi a innamorarsi a un'età non più giovanissima: si è più sconvolti e meno attrezzati a gestire le emozioni, e l'entusiasmo negli occhi può sembrare fuori luogo. Ti senti strano, un po' matto. Ma non lo sei per niente.
Noi c'eravamo
Max la chiama una specie di «testamento morale» per chi è giovane e per chi lo sarà. La sua generazione non ha vissuto imprese epiche come lo sbarco in Normandia o la conquista di Marte, ma piccole e preziose storie di amicizia e appartenenza che non l'hanno mai fatta sentire sola. Il messaggio ai ragazzi: «Questa è stata la nostra storia, ora la vostra dovete scriverla voi». A Sky TG24 aggiunge: «Non sentitevi sempre sfigati rispetto a chi è venuto prima».
Siamo quel che siamo
È il duetto con GionnyScandal. Cresciamo come spugne, scrive Max, assorbendo emozioni goccia dopo goccia: da giovani vediamo tutto bianco o nero, poi capiamo che siamo fatti di sfumature, e ci inteneriamo specchiandoci nei ragazzi. A Sky TG24 gli hanno chiesto se il giovane rapper lo avesse aiutato a scoprire chi ha ucciso l'Uomo Ragno. Risposta: «Resta il mistero».
Il senso del tempo
Per Max questo titolo potrebbe essere il sottotitolo dell'intero album. Il senso del tempo è la linea invisibile che attraversa la vita, ma anche il ritmo che bisogna avere dentro. Puoi essere il più bravo del mondo, ma se non capisci quando è il momento di osare e quando quello di aspettare, come il fotografo Cartier-Bresson che sapeva quando scattare, finisci per sbagliare.
Welcome to Miami (South Beach)
È la chiusura colorata del disco: una vacanza all'italiana in Florida raccontata «come lo farebbe un film dei fratelli Vanzina». Per Max è stato un modo «abbastanza tamarro» di affrontare la musica latina, che già di suo è molto tamarra.









