Sei un mito (CD Singolo)

  • Sei un mito (CD Singolo) – 883, copertina

Elenco tracce

1Sei Un Mito
2S'Inkazza
3Aeroplano (cantato da Caterina)
4Con Un Deca (Fargetta Remix)
5Sei Un Mito (Grunge Version)
6Sei Un Mito (Disco Version)

Note: prima stampa del '93.

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Sei un mito
Mauro racconta che Sei un mito nasce a casa di Max, quando il successo era già arrivato. Il «mito» era una ragazza di Pavia, più giovane di loro di due o tre anni, che passava sempre mentre i due chiacchieravano in macchina sotto casa dopo la scuola, senza mai avere il coraggio di fermarla. Nella canzone fanno quello che nella realtà non osarono mai: invitarla sulla Golf bianca di Max, con i tappetini nuovi e l'Arbre Magique. Mauro si ispirò a una frase dell'attore francese Sacha Guitry: «Il momento più bello dell'amore è sulle scale».

Max ricorda che all'inizio la canzone non convinceva Cecchetto, e che a rimetterla in piedi «dalle fondamenta» fu Pier Paolo Peroni. Il videoclip, il primo degli 883, è girato in bianco e nero da Fabrizio Ferri, fotografo di moda, in uno studio di Milano pieno di modelle. Diventa un successo ancora prima che esca l'album. Ed è cantando Sei un mito agli MTV Days del 2011 che Max capì quanto quelle canzoni contassero per i rapper italiani.

Aeroplano
Aeroplano nasce come una canzone degli 883, ma trova la sua voce in Caterina Rappoccio.
Nel 1993, a soli 16 anni, la cantante partecipa al Festival di Castrocaro e Claudio Cecchetto, colpito dalla sua voce e dalla sua grinta, le propone il brano. All'inizio Caterina lo considera troppo «moscio», ma Cecchetto le assicura che può essere reso più rock, più vicino al suo stile. La canzone le permette di ottenere un contratto con il produttore e diventa un successo nell'estate del 1994.

Caterina non conosceva personalmente Max Pezzali e Mauro Repetto, anche se l'estate precedente aveva ascoltato Hanno ucciso l'Uomo Ragno in continuazione, senza sapere chi la cantasse. L'idea iniziale di Cecchetto era quella di affidarle una voce femminile per Aeroplano, ma alla fine il brano diventa un duetto con Max. Caterina ricorda Mauro come il più sensibile e sognatore dei due, e riconosce proprio in lui la personalità più vicina allo spirito della canzone.

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